Ricorrere a uno sviluppatore di siti web è la scelta migliore per le aziende che vogliono avere una presenza digitale forte e funzionale a raggiungere obbiettivi pratici.
C’è spesso confusione tra web developer e web designer, ma nel corso di quest’articolo vedremo le principali differenze.
Prima rivelazione: per fare un sito web professionale non è sempre necessario essere uno sviluppatore “puro”, grazie anche alle tante tecnologie disponibili che semplificano il lavoro.
È importante anche chiarire fin da subito che esistono vari tipi di sviluppatori e che è possibile utilizzare anche il termine programmatore, sebbene abbia delle sfumature un po’ differenti.
Quando parliamo di sviluppo di siti web, bisogna scomporre le piattaforme in due parti: una è quella che l’utente vede e viene chiamato il front-end, mentre l’altra rappresenta il database e la struttura logica che permette al sito di funzionare, e la chiamiamo back-end. Quindi, esistono sia sviluppatori front-end che back-end, ma esistono anche figure professionali in grado di fare entrambe le cose. Vengono generalmente definiti full-stack developer.
Lo sviluppatore può utilizzare linguaggi di programmazione diversi tra loro, pur raggiungendo sempre il medesimo risultato. Molto sta alle caratteristiche del progetto e alle competenze del professionista.
Nell’era digitale, un sito web non è più un optional; è il cuore pulsante dell’identità di un brand, il principale canale di vendita e il primo punto di contatto con i clienti. Dietro ogni sito web performante, veloce e funzionale, c’è una figura professionale cruciale: lo sviluppatore siti web (o web developer).
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Chi è lo sviluppatore web e di cosa si occupa?
Partiamo subito dal definire cos’è uno sviluppatore. In sostanza, è una figura tecnica che si occupa di scrivere il codice che andrà a comporre il sito web. Infatti, quest’ultimo è un insieme di file strutturati in vario modo che vengono ospitati su un server.
Per dirla in parole semplici: il tuo sito web è composto da pagine che sono composte a loro volta da funzionalità, fogli di stile e altro; quindi, c’è una moltitudine di linguaggi differenti che si intersecano tra loro per produrre il risultato finale. Tutto questo è ospitato su un server, che comunemente corrisponde a un provider di hosting, ovvero a un’azienda che si occupa di mantenere online il tuo sito.
In pratica, lo sviluppatore è l’ingegnere e il costruttore che rende concreta un’idea visiva e la trasforma in una struttura digitale interattiva e solida. Scrive istruzioni tramite linguaggi standard di programmazione che spiegano ai browser come visualizzare i file e come comportarsi quando un utente interagisce.
Tra i vari compiti del web dev rientrano anche l’implementazione di funzionalità essenziali a tutti i siti moderni, ad esempio l’aspetto responsive, ovvero l’adattabilità per i dispositivi mobili, funzioni di sicurezza come gestione dei login e degli accessi, nonché della registrazione, invio di form, funzionalità di pagamento integrato e molto altro.
Che differenza c’è tra sviluppatore siti e web designer?
C’è una differenza fondamentale tra sviluppatore e designer. Infatti, quest’ultimo si occupa di definire l’aspetto estetico di un sito web senza però andarlo a realizzare nella pratica.
Quello che il web designer fa è creare una sorta di immagine di come dovrà apparire il sito e di quali interazioni saranno possibili all’utente. Al contrario, lo sviluppatore è colui che materialmente crea il sito. Scrive i codici e compone i file, in modo che tutto funzioni alla perfezione.
Facendo un paragone, potremmo dire che il web designer è l’architetto, mentre il web developer è l’ingegnere e l’impresa di costruzioni.
- Il Web Designer si occupa dell’aspetto visivo (look and feel) e dell’esperienza utente (UX/UI). È l’artista. Definisce i colori, i font, il layout e progetta l’interfaccia (spesso usando software come Figma o Sketch). Il suo prodotto finale è un mockup, un prototipo grafico.
- Lo Sviluppatore Web prende quel mockup e lo trasforma in realtà. È il tecnico. Scrive il codice (HTML, CSS, JavaScript, ecc) per costruire l’interfaccia disegnata e il codice (PHP, Python, Java, ecc) per far funzionare le logiche complesse come un carrello e-commerce o un’area riservata.
Chiariamo un’altra cosa: esiste anche la figura del webmaster, molto diffusa negli anni ’90 e primi 2000, ma oggi inglobata in altri ruoli professionali. Di base, il webmaster è chi si occupa della gestione del sito e della sua manutenzione, attività che ora vengono svolte dall’agenzia o dallo sviluppatore. Per siti molto semplici possono essere anche effettuate dal titolare o dai suoi dipendenti.
Sviluppatore freelance vs web agency
È possibile rivolgersi a sviluppatori freelance nella propria città, oppure ricorrere anche a delle web agency, agenzie che si occupano della realizzazione di siti internet.
Le agenzie sono più strutturate e contengono una pluralità di competenze, quindi sono di norma più care rispetto a un freelance. Osserva il preventivo e carca di capire se ti stanno facendo pagare anche attività che non ti servono.
Al contrario un freelance è spesso la scelta migliore su progetti semplici. Avrai meno “burocrazia” e otterrai un risultato più veloce e snello. Valuta il professionista e cerca di capire se ha tutte le competenze di cui hai bisogno.
È frequente anche il caso in cui due liberi professionisti collaborano. Ad esempio io mi occupo di sviluppo, SEO e digital marketing, ma se si presenta da me un cliente che ha bisogno anche della gestione social sarò io stesso a cercare un altro freelance da includere nel progetto. Lo faccio io in prima persona perché spesso ho migliori capacità di valutazione rispetto al mio cliente.
Perché è consigliato uno sviluppatore?
Come accennato all’inizio, non è necessario per forza essere sviluppatori in senso puro per creare un sito web. Infatti, esistono tantissime piattaforme che permettono di mettere online prodotti già di un certo livello.
Lo sviluppatore entra in gioco quando sono necessarie personalizzazioni, funzionalità aggiuntive o ci sono esigenze aziendali di sicurezza e connessione con piattaforme gestionali e software di produzione.
Chi ha bisogno di un sito vetrina potrà trovare tantissime alternative gratuite e a pagamento, ma le sconsiglio perché non permettono di creare un’identità e ottenere risultati significativi. Un sito web, infatti, deve essere veloce e leggero e deve possedere un codice di facile lettura per i motori di ricerca. La semplice messa online raramente produce traffico e visite se non c’è un lavoro di marketing e SEO tecnica alle spalle.
Pubblicare un sito senza assumere uno sviluppatore è come usufruire di un servizio in via del tutto amatoriale. Va benissimo se il proprietario del sito non ha aspettative e vuole solamente sperimentare: è l’ideale in caso di blog personali, ad esempio, che non devono essere trovati e letti se non da chi conosce la persona in questione.
Al contrario, invece, tutte le imprese, le PMI, i negozi e i liberi professionisti che vendono effettivamente prodotti e servizi dovrebbero ricorrere a una figura adeguata, appunto uno sviluppatore o comunque un tecnico web.
Dall’analisi alla messa online del sito internet: 5 fasi del web development
Il lavoro di sviluppo professionale di un sito è un processo che possiamo riassumere in cinque fasi fondamentali:
- Analisi: Comprendere le necessità del cliente e le specifiche tecniche.
- Sviluppo: Scrivere il codice sorgente per il front-end e il back-end.
- Integrazione: Collegare il sito a database, API esterne o sistemi di gestione dei contenuti (CMS).
- Testing e Debugging: Trovare e correggere errori (bug) per assicurare che tutto funzioni su diversi browser (cross-browser compatibility) e dispositivi.
- Manutenzione: Aggiornare e manutenere il sito dopo il lancio per garantire sicurezza e performance.
Come prima cosa, compie un’analisi per capire di cosa ha bisogno il cliente, come sono fatti i siti competitor, quali specifiche tecniche sono necessarie per essere appunto competitivi nel settore. In seguito, potrà appoggiarsi a un web designer per realizzare l’estetica del sito.
La fase numero due è quella più importante e corrisponde al vero e proprio sviluppo della piattaforma. Quindi, il developer scrive il codice sorgente sia per il front-end che per il back-end, se necessario.
Oppure applica dei framework per velocizzare il lavoro e ridurre i costi per il cliente.
A questo punto, è necessario passare alla fase tre, ovvero l’integrazione tra il sito e il database, le API esterne e tutti i sistemi di gestione dei contenuti necessari, tra cui il CMS.
La penultima fase è quella di test, necessaria e fondamentale per avere un sito solido e funzionante.
Ci sono varie casistiche e, di norma, si utilizzano le lettere greche per definire lo stadio di testing. L’alpha testing, ad esempio, è la fase più rudimentale: viene svolto internamente all’azienda o comunque in ambiente controllato e solo da persone con competenze tecniche. Poi c’è il beta test, che coinvolge dipendenti e utenti che andranno effettivamente a utilizzare il sito.
Quando è tutto pronto, si passa in produzione, ovvero il sito viene messo online e viene aperto al pubblico, completo di tutte le funzionalità richieste.
Infine, la quinta fase è quella che prima veniva svolta dai webmaster e che oggi sta in capo allo sviluppatore o ai dipendenti dell’azienda stessa. Si tratta della manutenzione e dell’aggiornamento di tutto il software, così da garantire sicurezza e performance a lungo nel tempo.
Programmatore frontend, backend e full-stack
Veniamo ora alle differenze tra le diverse tipologie di sviluppatore siti internet: front-end, back-end e full-stack. Anche perché il mondo dello sviluppo web è davvero molto vasto e in continua crescita tecnologica, quindi la maggior parte dei professionisti si specializza in uno dei due ambiti e addirittura in specifici linguaggi.
Sviluppare il frontend del sito web: HTML, CSS, JavaScript
Come accennato, il front-end è tutto quello che effettivamente l’utente vede e con cui ha modo di interagire. Questo include la parte visibile del sito, ma anche le animazioni, i colori e funzionalità varie come il cambio pagina e molto altro.
I linguaggi di base per questa categoria di sviluppatori sono HTML, che serve a definire gli elementi presenti in pagina, CSS, che serve a dare un’estetica precisa a questi elementi, e JavaScript, che serve ad aggiungere funzionalità e animazioni.
In sostanza, quando apriamo un sito web e ci troviamo davanti, ad esempio, un form di contatto, la parte di HTML corrisponde ai vari campi input presenti e al pulsante per procedere all’invio, il CSS definisce i colori, i font, i bordi e gli spazi di tutti questi elementi, mentre il JavaScript è quello che si occupa di validare, ad esempio, che nel campo per le e-mail sia stato effettivamente inserito un indirizzo ed è quello che si occupa di attivare la funzionalità quando l’utente clicca sul bottone apposito per inviare il modulo.
Questi linguaggi si sono evoluti nel tempo e oggi ne sono anche nati altri, paralleli e complementari. Ad esempio, è nato l’HTML semantico per garantire una migliore accessibilità per gli utenti ipovedenti e una maggiore comprensione da parte dei motori di ricerca e dell’intelligenza artificiale.
Il CSS si è evoluto a sua volta, producendo framework come Bootstrap e TailwindCSS capaci di velocizzare il lavoro e aggiungendo notevoli funzionalità che garantiscono anche una prima parte interattiva per l’utente. Ma il linguaggio che più è cresciuto è ovviamente il JavaScript, che oggi rappresenta la base di ogni sito web, ha dato vita a ulteriori linguaggi, librerie e framework anche per il backend.
Le piattaforme web più moderne, infatti, utilizzano libreire di programmazione come React o Angular, e framework come Next.js o Vue.js per creare portali ancora più avanzati.
Ad esempio, React è la tecnologia che permette di creare delle Single Page Application. In pratica, tutto avviene all’interno della pagina senza la necessità di cambiare URL. È un linguaggio utilizzato anche per lo sviluppo di App.
Si tratta di linguaggi molto utilizzati per i software as a service, i tool online e anche per i social network come Facebook.
Tecnologie e Competenze Chiave:
- HTML (HyperText Markup Language): La struttura portante di ogni pagina web (titoli, paragrafi, immagini).
- CSS (Cascading Style Sheets): Lo “stile” della pagina (colori, layout, font, animazioni).
- JavaScript: Il linguaggio che rende il sito interattivo (slider, popup, moduli dinamici, validazione form).
- Framework e Librerie JavaScript: Strumenti che velocizzano lo sviluppo, come React, Angular o Next.js e Vue.js
Le mie competenze frontend: HTML, CSS, JavaScript, React e Next.js.
Costruire il backend dei siti: architettura, database e API
Per quel che riguarda il backend, invece, si apre un mondo ancora più grande, perché gli sviluppatori back-end hanno a disposizione molti più linguaggi e tutto sta nelle competenze del professionista e soprattutto nelle necessità aziendali.
Il back-end è la parte invisibile all’utente, ma è quella che permette al sito di fa girare le funzionalità più avanzate. Quindi, le logiche delle interazioni, la gestione dei dati e la sicurezza. È il “motore” che riceve le richieste (es. un utente che clicca “Acquista”) e restituisce il risultato corretto.
Ad esempio la gestione degli utenti su un e-commerce è affidata al back-end e quindi ci sono dei database che includono tutte le informazioni dei clienti: nome, cognome, email e password per fare gli accessi, ma anche molto altro come l’indirizzo di fatturazione e i metodi di pagamento.
Al backend spettano anche le logiche che permettono di collegare un gestionale aziendale, o quello di un negozio, con il sito web. In questo modo, quando il titolare o i dipendenti vanno a caricare un nuovo prodotto nel gestionale, questo viene riflesso anche sul sito web, nel front-end stavolta.
Le tecnologie utilizzate nel back-end sono i linguaggi server-side come PHP, Python, Java, Node.js e relativi framework come Django.
Poi i database, ad esempio MySQL, PostgreSQL oppure MongoDB, per archiviare e recuperare informazioni quali utenti, prodotti, articoli e molto altro.
Infine, altra componente molto importante è l’utilizzo di API esterne per permettere al sito di comunicare con servizi di terzi, ad esempio i pagamenti tramite Stripe o il login effettuato tramite i social.
- Linguaggi Server-Side: Come PHP (molto usato con WordPress), Python (con framework come Django), Java, Ruby o js (che è JavaScript lato server).
- Database: La gestione dei dati è fondamentale. Utilizzano sistemi come MySQL, PostgreSQL o database NoSQL come MongoDB per archiviare e recuperare informazioni (utenti, prodotti, articoli).
- API (Application Programming Interfaces): Creano e gestiscono API per permettere al sito di comunicare con altri servizi (es. sistemi di pagamento come Stripe, o login social).
Le mie competenze backend: PHP, Node.js e MySQL.
Full-stack developer
L’ultima categoria di programmatore siti web è il full stack developer, ovvero una figura che è in grado di occuparsi sia della parte front-end che del back-end, andando a configurarsi come unico interlocutore per l’azienda che vuole creare il proprio sito.
Lo sviluppatore full-stack è una figura ibrida capce di gestire un progetto web nella sua interezza, dalla struttura dell’interfaccia alla logica del database. Sebbene sia raro eccellere in tutto, queste figure sono estremamente richieste, specialmente in startup e team più piccoli, per la loro versatilità.
Sito internet custom o sviluppo con CMS? WordPress è spesso la soluzione migliore
Adesso, non è importante che tu conosca tutti i linguaggi di programmazione per assumere un professionista e farti realizzare il sito, perché spesso questi si equivalgono quando parliamo di portali commerciali.
Ingaggiare uno sviluppatore per il proprio sito ha un costo altissimo e spesso non è la scelta giusta per negozi, PMI e liberi professionisti.
Oggi, la maggioranza dei siti web viene realizzata utilizzando CMS, Content Management System, ovvero dei software capaci di gestire i contenuti che funzionano come un pacchetto completo. I più famosi sono WordPress e Shopify, che sta emergendo negli ultimi anni.
Per darti un’idea di quanto è diffuso WordPress, oltre il 43% dei siti web presenti su internet sono sviluppati con questo software, circa 810 milioni di portali.
Oggi, nei casi sopracitati, sono preferibili queste soluzioni, molto più economiche e veloci, con una community immensa alle spalle che si traduce in tantissime funzionalità già pronte (che vanno però integrate e configurate) e una grande solidità in termini di sicurezza.
Si tratta di soluzioni con un frontend facile da personalizzare e un backend strutturato per qualsiasi necessità. Ecco perché per molte aziende, negozi e imprese è sufficiente utilizzare questa soluzione.
Uno sviluppatore sito web e tecnico WordPress può creare ciò di cui hai bisogno senza farti spendere cifre difficili da sostenere per una piccola realtà.
Per avere un’idea più concreta: il sito web di un ente pubblico come il Museo Egizio di Torino potrebbe tranquillamente costare 30.000€ per la sola realizzazione. Va fatto scrivendo codice custom, non c’è dubbio. Mentre il sito di Camera, museo nella stessa città e comunque bello e funzionale, è realizzato con WordPress. Potrebbe costare 5.000€ o anche meno.
Perché assumere uno sviluppatore WordPress?
Se hai un brand, che sia anche un brand personale se sei un libero professionista, o se hai un negozio con cui vuoi vendere prodotti online, è essenziale ricorrere a figure professionali specializzate, perché un sito fatto in casa può danneggiare l’immagine del tuo brand e soprattutto può creare notevoli problemi legali e di sicurezza quando ci sono di mezzo i pagamenti elettronici, la registrazione degli utenti, la prenotazione e molto altro.
Quindi… Fatti almeno realizzare un preventivo per avere un’idea dei costi.
Un sito web sviluppato da un professionista, ha performance migliori e ottiene un migliore posizionamento SEO, può essere personalizzato in ogni aspetto e garantisce sicurezza, in quanto uno sviluppatore sa cosa sta facendo. Nel lungo periodo, un sito fatto da una persona competente si dimostra anche più scalabile e sostenibile.
Un’azienda potrebbe iniziare utilizzando WordPress e poi decidere, dopo anni, quando l’azienda è più strutturata, solida e redditizia, di passare a una soluzione custom, quindi scritta a codice, per ottenere ancora migliori risultati. Se lo sviluppatore ha creato correttamente il portale, molto di quello che è stato fatto potrà essere mantenuto e riutilizzato anche nel codice custom.
- Performance: Un sito veloce e ottimizzato da uno sviluppatore riduce il tasso di abbandono e migliora il posizionamento SEO.
- Personalizzazione: Permette di implementare funzionalità uniche, non disponibili sui template standard.
- Sicurezza: Uno sviluppatore implementa le corrette misure di sicurezza per proteggere i dati degli utenti e dell’azienda.
- Scalabilità: Un sito costruito su basi solide può crescere insieme al business, aggiungendo nuove funzioni senza dover rifare tutto da capo.
Prezzi: quanto costa un sito fatto da uno sviluppatore?
Il costo di uno sviluppatore siti web varia enormemente in base all’esperienza, alla località e alla complessità del progetto.
Costi per sviluppo custom “a codice” (stime indicative):
- Sito Vetrina/One-Page:000€ – 4.000€
- Sito Aziendale (5-10 pagine + Blog):000€ – 5.000€
- Sito E-commerce:500€ – 9.500€ e oltre
- Piattaforma Web App Complessa:000€ e oltre.
Costi per sviluppo WordPress (stime indicative):
- Sito Vetrina/One-Page: 900€ – 1.500€
- Sito Aziendale (5-10 pagine + Blog):200€ – 2.200€
- Sito E-commerce:500€ – 4.500€ e oltre.
Tariffe orarie medie in Italia:
- Sviluppatore Senior (Freelance): 50€ – 90€/ora
- Agenzia Web: 80€ – 150€/ora.
Quali sono i linguaggi di programmazione più richiesti oggi?
Per il front-end, JavaScript (e i suoi derivati come React e Vue) è re indiscusso. Per il back-end, Python e PHP (grazie a WordPress) rimangono estremamente popolari, seguiti da Java e Node.js.
Quanto tempo ci vuole per costruire un sito web da zero?
Dipende dalla complessità. Un sito vetrina semplice può richiedere 2-4 settimane. Un e-commerce completo può richiedere 1-3 mesi.
Un CMS come WordPress sostituisce lo sviluppatore?
No. WordPress (e altri CMS come Shopify o Joomla) è uno strumento. Sebbene renda più facile la gestione dei contenuti (es. scrivere un articolo), per personalizzare il design, ottimizzare le performance, garantire la sicurezza e creare funzionalità su misura, è sempre necessario l’intervento di uno sviluppatore specializzato.
Quanto costa farsi sviluppare un sito web?
Il costo di un sito web varia molto in base alle esigenze: sviluppando da zero si aggira tra 2.000€ e oltre 10.000€, mentre utilizzando soluzioni CMS come WordPress varia da 900€ a oltre 4.500€.